Etienne Decroux: in pieno periodo avanguardista e in una città, Parigi, in cui le influenze delle varie avanguardie storiche si fecero sentire, dopo aver maturato una conoscenza vasta della recitazione e del teatro, studia un attore nuovo: il mimo moderno.

Etienne Decroux, cenni biografici

Creatore del mimo corporeo, nasce a Parigi il 19 luglio 1898. La sua formazione teatrale avvenne in pieno periodo avanguardista, dopo aver manifestato una notevole inclinazione ai personaggi omerici da piccolo, quando in Europa si andava, via via, definendo il teatro di regia. Non solo studiò con Jacques Copeau, ma ebbe modo di lavorare al fianco di personalità quali Artaud, Jouvet e Prévert e, insieme a loro, diverrà egli stesso uno dei maggiori teorici del teatro del ‘900.Non con Copeau, promotore di un teatro fuori dal teatro, ma fu con Charles Dullin che Decroux scoprì il fascino del mimo. Ne consegue una carriera di attore, creatore, ricercatore e pedagogo teatrale, per cui gli furono attribuiti numerosi riconoscimenti.

Etienne Decroux, studio del corpo

Da Dullin prende l’idea e la trasporta su un piano molto personale ed originale, che vedeva gli attori proprietari di un corpo dagli arti autonomi. Questa conclusione è frutto di numerosi studi, soprattutto di fisica dei corpi e delle compensazioni necessarie per mantenere l’equilibrio ogni volta che il baricentro si sposta insieme ai movimenti. Ricordo i miei primi approcci allo studio del teatro del ‘900: ho sempre visto il mimo di Decroux in un tennista. Il tennista non usa solo il braccio la cui mano impugna la racchetta, ma con l’altro accompagna i movimenti per mantenere sempre l’equilibrio.

Paroles sur le Mime

La tradizione orale pervenutaci ci mette come di fronte ad un teorico dalle infinite personalità. Per questa ragione, gli studiosi del teatro tendono a definire tre fasi nella produzione di Decroux. La terza e più interessante è quella in cui il maestro parigino studia l’arte dell’attore. Da quì si capisce che il mimo non nasce come evoluzione della pantomima, ma come rivoluzione del teatro, non ancora visto come luogo d’arte.

“Il mimo è l’essenza del teatro che, quanto a lui, è l’accidente del mimo”.

Significa voler ricondurre il teatro ad una forma pura e l’attore alla sua essenza originale e centrale, provvisto di una coscienza di se e del proprio corpo, tale da essere definibile artista. Soprattutto perché è questa la definizione che Decroux da alla parola arte: prodotto di un’artista consapevole dei mezzi artistici di cui dispone; ne consegue un’opera d’arte risultato di un intervento libero che l’artista attua sul proprio materiale.

Contraffazione del corpo

Un altro tema di assoluta importanza affrontato da Decroux è quello della contraffazione del corpo, strumento utile a combattere la pigrizia che affligge il teatro occidentale. Contraffazione intesa come deformazione del corpo per costruire un corpo fittizio o scenico che non rispecchia quindi la natura e che mette al primo posto il tronco.

Etienne Decroux, ventre mimetico - Photo Credits: web
Etienne Decroux, ventre mimetico – Photo Credits: web

E’ proprio l’articolazione di questi movimenti a comporre la drammaturgia organica o dinamica di Decroux che possiamo vedere ancora oggi in spettacoli come quelli rappresentati nel suo studio di New York del 1960.E’ studiando l’attore atomo per atomo che Decroux ci spiega in questo primo manuale sul mimo moderno l’arte del “come” e non del “che cosa”, come un mimo si china per prendere un fiore e non che un fiore prima era in un prato e ora è sul petto.

fonte> https://metropolitanmagazine.it